La tradizione del confetto

Il confetto affonda le sue radici nella storia romana. Già nel V sec. A.C. in alcuni scritti riguardanti la famiglia dei Fabi, si descrivono delle prelibatezze composte da mandorle ricoperte di miele che venivano offerte agli invitati in occasione di banchetti nuziali o importanti eventi come la nascita di un figlio. Ad essi attribuivano un significato benaugurante di prosperità e felicità.

Nel medioevo si usava rivestire il seme di coriandolo con zucchero. Tale tecnica diede origine all’attuale nome di “confetto”. Infatti, per distinguere il coriandolo trattato, lo si indicava, nell’accezione comune, come “coriandolo confezionato”, da cui successivamente derivò, per sintesi linguistica, il sostantivo “confetto” (confezionato) ad indicare, in maniera estensiva, altri prodotti quali mandorle, nocciole, coriandoli ecc. che avessero una copertura di zucchero.

Nel ‘500, il grande sviluppo commerciale con l’oriente di canna da zucchero, avviò la produzione artigianale di confetti che impiegavano la mandorla “Pizzuta di Avola”, sgusciata e pelata, che divenne ben presto prodotto di elezione da destinare agli ospiti di ceto più elevato nei convivi nuziali.

L’evoluzione produttiva ha allargato l’offerta commerciale, introducendo varianti aromatiche o addirittura sostituendo l’anima del confetto con cioccolato o creme di frutta, per meglio finalizzarla all’evento.